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AP Monopoli: intervista ad Angelo Veneziani, responsabile minibasket e settore giovanile

Nella continuità di proporre figure tecniche di valore, ricche di esperienza per la migliore crescita dei futuri cestisti, presentiamo il nuovo Responsabile del Minibasket e settore giovanile dell’AP Monopoli, il monopolitano Angelo Veneziani. Allenatore dal 1994 ed Istruttore Minibasket. Proviene dall’Adria Bari, società di serie C Gold, nel corso dei 25 anni ha lavorato in numerose società svolgendo attività in campo femminile e maschile. Riassumiamo la sua lunga carriera: esordio a Monopoli settore giovanile e MiniBasket della storica A.P. Monopoli​​​ ai tempi del compianto Nicola Pugliese, ha poi continuato con Action Now, Vis Nova Monopoli​​ formazione femminile guidando le ragazze in Serie C, B, B d’Eccellenza; poi a Mola Settore Giovanile femminile e Serie C2 maschile, ma anche Angiulli Bari​​​, Don Bosco Bari​​​, Basket Corato​​, Fiore di Puglia Ruvo​​ assistente in B2, Resp. Settore Giovanile maschile, Minibasket Basket Molfetta e ​​​ass. B2 maschile, Olimpia Trani​​​ Serie C, Pink Bari​​​​ Serie B femminile, Murgiabasket Santeramo ​Serie B femminile.

Abbiamo posto alcune domande in occasione dell’avvio della stagione cestistica.

Dopo tanti anni di esperienza fuori città sei tornato nella tua città con l’AP Monopoli. Quali sono i progetti?

Inizialmente, è stata una strana sensazione quella che mi ha assalito quando ho accettato di allenare a Monopoli. Mi ha costretto a fare un piccolo bilancio, dovendo tornare decisamente a ritroso con gli anni. Ho iniziato ad allenare, ormai più di venticinque anni fa, proprio per l’AP Monopoli, grazie all’opportunità che mi fu data dal compianto e mai dimenticato presidente di allora, Nicola Pugliese: una figura gigantesca e irripetibile nel panorama della dirigenza cestistica pugliese di ogni tempo. Mi affidò il settore minibasket e qualche compagine del settore giovanile. Oggi torno all’AP Monopoli proprio per minibasket e settore giovanile. Credo di poter dire che la quadratura del cerchio sia assolutamente effettuata.

E’ incredibile pensare che ritrovi intorno a me alcuni vecchi amici, un presidente che (per un breve periodo) è stato anche mio allenatore, ma addirittura ragazzi che ho allenato in quegli anni che oggi ricoprono il ruolo di dirigenti. Per non parlare del fatto che, a quanto mi è stato detto, troverò in campo qualche figlio di miei “ex ragazzi”. Lo trovo davvero formidabile, quantunque ciò mi costringa a fare i conti con il tempo. Poco male: vale per tutti!

Cosa ti ha portato a questa scelta?

La scelta è stata abbastanza semplice. Sono tornato a vivere stabilmente a Monopoli da un paio di anni e trovare una “sistemazione” più agevole (dopo un lungo peregrinare) mi è sembrato naturale. La reputazione della Società e il progetto presentatomi dalla dirigenza capeggiata da Onofrio Lamanna mi ha coinvolto immediatamente, in quanto strutturato “a lunga scadenza”. Chi ripone aspettative in un settore giovanile autoctono sa benissimo che c’è un tempo per seminare ed uno per raccogliere. Ecco: ciò che mi è stato chiesto, con il contributo di tutto lo staff (che ho già conosciuto ed apprezzato), è appunto perseguire nella semina mirata e coscienziosa, che appassioni e produca frutti apprezzabili nel corso del tempo.

Inizia una nuova stagione, quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati con la società riguardo al settore giovanile?

E’ per questo che non parlerei di obiettivi al plurale, ma di uno soltanto: rinforzare le basi perché l’AP Monopoli possa incrementare la presenza in ambito giovanile e MiniBasket favorendo la pratica del basket tra i ragazzi. I risultati la conseguenza della qualità quantità e contenuti: parlo poco di risultati specie in avvio dei progetti perché verranno e non sarebbe giusto puntare all’avvio di un progetto solo dei risultati.

Da sempre, l’obiettivo primario è entusiasmare i bimbi ed i ragazzi che alleno, inoculare in loro un virus che si chiama passione, come? fornendo loro di tutti gli strumenti in mia conoscenza per farli diventare apprezzabili cestisti in campo e ottimi ragazzi fuori. Se nel futuro ognuno di questi giovani resterà nell’ambito cestistico come allenatore, dirigente, preparatore fisico, medico, arbitro, ufficiale di campo… allora significa che avremo fatto un buon lavoro. La vittoria o la sconfitta da sole non bastano.

Come credi che sarà il ritorno alle attività per i ragazzi dopo i vari stop forzati a causa del covid?

E’ una domanda complicata. Io ho avuto la fortuna di fermarmi pochissimo, perché la società per cui ho lavorato negli ultimi due anni, l’Adria Bari, non ha interrotto la sua attività quasi per niente, con enorme sforzo organizzativo (tamponi frequentissimi e la disponibilità di strutture in città), ho riscontrato disagio anche per i ragazzi che hanno avuto la fortuna di continuare a praticare basket. La sospensione certamente non ha giovato tuttavia sono convinto che l’entusiasmo nell’indossare canotta e pantaloncini permetterà loro di non accusare disagio, stanchezza o frustrazione. E voler effettuare “quel tiro in più” in palestra sarà motivo di grande gioia e rivincita nel superare un periodo così avverso.

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